Martina

 

 

Martina era una felice bambina che viveva con i propri genitori in una piccola casa immersa nella bellissima natura della Valle Morobbia nella Svizzera italiana.

Ogni mattina, per andare a scuola si doveva svegliare molto presto, perché prima di recarsi davanti la fermata dell’auto che l’avrebbe accompagnata a scuola c’erano molte cose da fare. Infatti, dopo aver fatto colazione, essersi preparata, aver messo in ordine la propria stanza, la bimba non poteva fare a meno di passare a salutare tutti i suoi piccoli amici animali e vedere come avevano passato la notte, se la sua mamma aveva bisogno del suo aiuto ed altro.

A lei tutto questo, però, non dispiaceva e lo faceva sempre molto volentieri perché lei amava molto quel posto, anche se un po’ isolato dal mondo, ed amava tanto i suoi animali, soprattutto la piccola capretta Betta, ultima arrivata della serie, e lei stessa aveva pregato la sua mamma di darle il compito di curarla personalmente, tanto l’amava.

Dalla sua stanza, situata al primo piano, poteva ammirare ogni giorno tutto il meraviglioso paesaggio che la circondava e che le trasmetteva tanta gioia e serenità. Spesso diceva alla sua mamma che non avrebbe mai e poi mai abbandonato quel posto “come potrei vivere in città, lontano da tutte queste meraviglie?” aggiungeva soddisfatta.

La sua mamma, molto impegnata con la casa e la  fattoria, non riusciva a passare molte ore con lei. Sapeva che la mamma avrebbe voluto starle sempre accanto e che lo avrebbe fatto molto di più se ne avesse avuto la possibilità, per questo quando aveva finito di studiare correva a darle una mano. Era solita trascorrere del tempo in preghiera e nella lettura della bibbia e secondo Martina era la mamma più dolce del mondo. Il suo babbo usciva di casa la mattina molto presto per tornare a sera inoltrata. Anche lui era una persona dolce e sensibile, di poche ma buone parole, e spesso le parlava dell’amore di Dio per tutte le Sue creature e Le ricordava che tutto quello che aveva era da Dio.le aveva regalato una bibbia con una dedica tutta per lei.  La domenica era il giorno più bello della settimana, perché riuscivano a stare molte ore tutti insieme. Così dopo essere stati al culto in città, spesso, tempo permettendo, la mamma organizzava pic-nic nei pressi della loro casa, invitando fratelli e parenti.

Martina, come tutti noi,  aveva un piccolo sogno nel cassetto.  Lei avrebbe voluto avere un’amica accanto, qualcuno con cui  giocare, parlare, scherzare e confidarsi. Ma data la distanza dalla città, restava un sogno impossibile. Di questo sogno non ne aveva mai parlato neanche in famiglia, ma quel giorno, la mamma le chiese se le mancasse qualcosa e lei non seppe resistere e aprì il suo cassetto virtuale svuotandolo. Dopo averla ascoltata con attenzione, con la dolcezza di sempre la mamma le rispose: “Tesoro, so che tu stai bene qui, ma capisco che per te questo è un piccolo ostacolo. Le tue compagne di scuola abitano tutte in paese e tu finita la scuola devi correre a casa. Se vuoi possiamo qualche volta invitarle a casa nostra a dormire, parlerei io stessa con i genitori…. Martina non riuscì a trattenere un grido di gioia  e si stava già alzando da casa per correre al telefono che la mamma continuò: “Un attimo tesoro, non ho mica finito… E’ bene, comunque, che tu sappia una cosa: Anche quando ti sembra di essere sola, devi sapere che anche tu hai un amico vicino, un grande amico che è sempre con te, se glie lo permetti. Con lui puoi parlare, a Lui puoi raccontare tutto, perché qualunque cosa ti accade Lui la può capire: Non c’è cosa o sentimento che Lui non possa comprendere. E’ un amico molto, molto speciale: è un amico che sa perdonare, che ti ama così come sei e che ti può parlare e dare i  consigli migliori. Hai capito di chi sto parlando?”.

Si, Martina aveva capito che la Sua mamma stava parlando di Gesù. L’abbracciò,  la baciò, la ringraziò, poi si alzò ed invece di andare al telefono, entrò nella sua cameretta, aprì la finestra e si mise a contemplare il panorama riflettendo su quelle parole.

“Certo, non può essere che così” pensò “Colui che ha creato tutte queste  cose meravigliose, e che le sostiene, sicuramente sarà l’AMICO migliore della mia vita” Ringraziò Dio per averle donato quei saggi genitori, e per tutte le cose che aveva, per tutti gli animali che la circondavano, per quella meravigliosa natura e, soprattutto per quelle parole che le avevano fatto scoprire qualcosa di nuovo: CHE GESU’ E’  IL PIU’ IMPORTANTE AMICO DELLA NOSTRA VITA.

Ora poteva anche andare a fare quella famosa telefonata.