I DUE FRATELLI

 

 

Andrea e Marco sono due fratellini un po’ particolari, vanno molto d’accordo solo quando vedono combinare qualche guaio o quando lo hanno già combinato. Allora non fanno altro che difendersi l’uno con l’altro. “No, mamma, ti garantisco, non è stato Marco, e neppure io vero Marco?”  “E’ vero mamma, stavamo guardando la televisione,non non siamo stati noi”:

Tutto questo esattamente due minuti prima di finire in lite per una banalità. “E’ mio, mamma lo ha comprato a me”  “Io non me lo ricordo, comunque l’ho preso prima io”:

Quella sera era accaduto proprio qualcosa del genere e la mamma aveva loro ordinato di andare immediatamente in camera, prepararsi e mettersi a dormire: “Stasera niente televisione, prima o poi imparerete la lezione!”. Aveva detto proprio così!

Avevano ubbidito subito per evitare che la punizione venisse prolungata anche per i giorni successivi.

Il clima creatosi non era dei migliori ed in camera, distesi sul loro letto, non riuscivano proprio a prendere sonno. Pensavano all’accaduto ed ognuno di loro era convinto che fosse colpa dell’altro. Più pensavano, meno erano disposti a chiedersi scusa ed a perdonarsi.

Ad un tratto Marco sommessamente disse ad Andrea: “Hai visto, bravo, i miei complimenti, proprio stasera che in televisione c’era il circo…uhh quanto mi stai antipatico! Poi la mamma se la prende sempre anche con me, invece è colpa solo tua: Ringrazia che ti vuole così bene…” e Marco a lui ”Io eh? La colpa è tua, sempre tua, inizi sempre tu, sono io che sono  sempre accusato ingiustamente sia dalla mamma che dal babbo, tu ringrazia che sono più piccolo…ma quando crescerò vedrai! ” “Finiscila piccoletto, sei tu che…..” “No tu, tu, tu….Improvvisamente un cuscino volò con violenza in testa ad Andrea. Cominciò così la guerra dei cuscini. Cominciarono a correre per la stanza buttandosi addosso i cuscini,  Pim, pam, . Improvvisamente un cuscino si ruppe e tutte le piume volarono nella stanza. Sembrava di stare in strada sotto la neve. Non fecero in tempo a realizzare appieno cosa fosse accaduto che la porta si aprì e la mamma entrò nella stanza.

I bambini, spaventati, si infilarono nel letto gridando: “Non siamo stati noi…. Noi stavamo quasi dormendo……”. Questa ingenua frase fece sorridere la mamma , che era entrata in camera con tutte altre intenzioni. Li guardò con insistenza, fece un sospiro e disse: “Bene ragazzi, vedo che nemmeno le punizioni vi fanno riflettere, allora sapete cosa si fa?   “Che cosa?” osò sussurrare Andrea, “Si fa che adesso vi racconto una storia, una storia particolare, una storia che vi insegnerà qualcosa di buono”. La mamma si volto ed uscì dalla stanza dicendo loro di aspettare lì seduti.

I bambini si guardarono  e Marco sussurrò ad Andrea “C’è qualcosa che non va, secondo te ora ci racconta una favola dopo quello che abbiamo combinato?”  “Forse ha creduto che non siamo stati noi… Forse ha pensato che noi stavamo dormendo..” risposte Andrea. Non fecero in tempo a dire altro che videro spuntare la mamma con un libro. Ma non era un libro di favole….era quel libro che leggeva sempre lei. Andrea allora  pensò: “Non sapevo proprio  che mamma leggesse le favole, e ne legge anche tante…sta sempre con quel libro in mano a leggere!”. Gli stessi pensieri vennero anche a Marco, ma nessuno dei due osava parlare.

La mamma prese una sedia e si mise seduta fra i loro letti, aprì il libro e cominciò a leggere:

Eva partorì Caino.. e poi partorì ancora Abele, fratello di lui. Abele fu pastore di pecore; Caino lavoratore della terra.
 Avvenne, dopo qualche tempo, che Caino fece un'offerta di frutti della terra al SIGNORE.  Abele offrì anch'egli dei primogeniti del suo gregge e del loro grasso. Il SIGNORE guardò con favore Abele e la sua offerta,  ma non guardò con favore Caino e la sua offerta. Caino ne fu molto irritato, e il suo viso era abbattuto.  Il SIGNORE disse a Caino: «Perché sei irritato? e perché hai il volto abbattuto?  Se agisci bene, non rialzerai il volto? Ma se agisci male, il peccato sta spiandoti alla porta, e i suoi desideri sono rivolti contro di te; ma tu dominalo!»
 Un giorno Caino parlava con suo fratello Abele e, trovandosi nei campi, Caino si avventò contro Abele, suo fratello, e l'uccise. Il SIGNORE disse a Caino: «Dov'è Abele, tuo fratello?» Egli rispose: «Non lo so. Sono forse il guardiano di mio fratello?»  Il SIGNORE disse: «Che hai fatto? La voce del sangue di tuo fratello grida a me dalla terra.  Ora tu sarai maledetto, scacciato lontano dalla terra che ha aperto la sua bocca per ricevere il sangue di tuo fratello dalla tua mano.  Quando coltiverai il suolo, esso non ti darà più i suoi prodotti e tu sarai vagabondo e fuggiasco sulla terra».  Caino disse al SIGNORE: «Il mio castigo è troppo grande perché io possa sopportarlo.  Tu oggi mi scacci da questo suolo e io sarò nascosto lontano dalla tua presenza, sarò vagabondo e fuggiasco per la terra, così chiunque mi troverà, mi ucciderà».  Ma il SIGNORE gli disse: «Ebbene, chiunque ucciderà Caino, sarà punito sette volte più di lui». Il SIGNORE mise un segno su Caino, perché nessuno, trovandolo, lo uccidesse.”

Che storia triste” disse Marco: La mamma continuò. Vedete ragazzi, Io so che Dio ama tutti gli uomini, quindi Dio amava Caino quanto Abele. Poi un giorno fecero entrambi un dono a Dio e Dio amò più il dono di Abele che quello di Caino, questo però non vuol dire che amasse più l’uno che l’altro. L’amore del padre verso i figli è uguale per tutti! Dio, dunque, amò più il dono di Abele, probabilmente perché Dio guarda più profondamente e non si limita alle apparenze, Dio guardò il cuore dei due fratelli e preferì il dono di Abele: Caino ci rimase male, fu dispiaciuto di questo e cominciò a pensare ”Vedi Dio  preferisce Abele a me, ama più lui di me” e questo pensiero falso e cattivo non lo abbandonò. Il Signore cercò anche di fargli capire come stavano veramente le cose e cercò di parlare con lui. Egli disse a Caino  “Perché sei arrabbiato?”, ma Caino non rispose al Signore. Forse se gli avesse risposto e gli avesse detto i cattivi pensieri ed i dubbi che passavano nella sua mente avrebbero chiarito tutto, probabilmente il Signore gli avrebbe anche spiegato perché aveva preferito il dono di Abele. Invece Caino preferì fare di testa sua e continuare a pensare che quello che era successo era colpa di Abele. Il Signore, conoscendo anche il futuro, perché sa tutto di noi, quello che faremo, cosa pensiamo, cercò anche di metterlo in guardia. Ma neanche in questo ascoltò il Signore. Avrebbe dovuto ascoltarlo. Anche voi ragazzi dovreste imparare ad ascoltare di più i vostri genitori, sapendo che vi amano tanto!

Così, la rabbia, il rancore, ed il fatto che non conosceva la verità, o ancora meglio che  non aveva voluto ascoltarla, lo portò a fare quella cosa brutta che ha fatto.

La mamma guardò con amore i due e chiese loro: “Capite ragazzi, dovete amarvi sempre, non dovete avere invidia l’uno dell’altro, dovete imparare a capire dove sbagliate, ad ammettere i vostri errori, ad ascoltare i vostri genitori e solo così eviterete di sbagliare, o quantomeno sbaglierete il meno possibile”.

Marco e Andrea si guardarono negli occhi poi Marco disse: ”Ma io voglio bene ad Andrea, anche se qualche volta ci litigo,ed è vero, non è sempre colpa sua, alcune volte – ma poche- è colpa mia!”  Andrea, tutto soddisfatto sorrise e la mamma li abbracciò teneramente.

Poi tutti insieme ripulirono la stanza dalla “neve” caduta per caso.