I Semafori
Sarebbe
bello poter avere sempre tutto quello che desideriamo, ma questo non solo non è
possibile, a volte è addirittura dannoso.
Questo
spiegava la mamma alla sua piccola bambina, una sera, seduta con lei davanti al
camino acceso.
Era una fredda serata invernale, la cena era pronta ed al
caldo e stavano aspettando il ritorno del babbo dal lavoro; era
il momento giusto, quindi, per spiegare a Cristina, che non era giusto 'tenere
il muso' solo perché aveva ricevuto un “no” ad una sua richiesta.
Cristina
non voleva sentire ragioni e continuava a 'tenere il muso'
facendo attenzione a non incontrare lo sguardo della
mamma.
Mentre la
mamma le parlava i suoi pensieri erano esattamente gli stessi
che facevano ‘girotondo’
nella sua testolina.
"Non è giusto, come possono dirmi di no, quel gioco è troppo
bello, loro sanno quanto mi piace, non ricordo neanche
perché hanno detto no, dicono che me ne compreranno un altro se sarà il caso,
ma a me piace quello, vuol dire che non mi vogliono bene. Ecco non mi vogliono
bene".
Quelle
parole, però, facevano
solo da sottofondo ai suoi tristi pensieri.
La voce della mamma, improvvisamente si alzò, al
punto che Cristina riuscì ad udirla.
"Ti
racconto una storia… nel Paese del 'Tutto è permesso’, nessuno fa il suo dovere ed ognuno si comporta
come crede, senza chiedersi se sia giusto o meno. Vorresti andare a vivere
lì?", chiese la mamma a Cristina.
"Perché esiste davvero?" chiese Cristina, ma la mamma
continuò. "Sicuramente, tu pensi che sarebbe bello vivere li vero? Perché li se vedi una
cosa, la puoi prendere senza chiedere il permesso; se non vuoi mangiare la
verdura nessuno ti dice che stai sbagliando. Ognuno pensa a sé e fa ciò che
vuole, rispondi ti piacerebbe vivere li, si o
no?". "Potrei comprarmi quel gioco lì?" chiese Cristina,
"No, non lo dovresti comprare - rispose la mamma - lo potresti prendere,
tanto sei nel Paese del ‘Tutto è permesso…'"
"Beh, certo se fosse permesso non sarebbe sbagliato entrare e prenderlo,
vero?"
"Certo,
se tutto è permesso…", rispose la mamma. "Allora
certo che mi piacerebbe abitarci". "Ma
sai - proseguì la mamma - in questo paese, non solo tu hai questo
privilegio, quindi ad altri sarebbe permesso prendertelo appena lo poggi un
attimo…
ma questo non è tutto. Prova a pensare a
questo paese dove tutto è permesso, dove ognuno vive potendo fare ciò che gli
passa per la mente e dove
anche agli oggetti è permesso fare ciò che vogliono; pensa il rubinetto che si rifiuta, se non ne
ha voglia, di darti l'acqua quando hai
sete, o il bicchiere che scappa via non appena apri il rubinetto solo perché non ha voglia di bagnarsi…o il letto che una sera,
proprio quella in cui tu sei tanto stanca, si rifiuta di farti sdraiare".
La cosa cominciava a diventare interessante e sul viso di Cristina si
cominciava a scorgere qualche smorfia di sorriso, così la mamma continuò:
"Pensa tu vai per sdraiarti e lui, puf, si
sposta e ti fa cadere
in terra" e Cristina prendendo la parola disse alla mamma
"Pensa al babbo che vorrebbe mettere le pantofole e quelle cominciano a
scappare e lui a correre dietro a loro pregandole di essere gentili… che
buffo" Ora, Cristina, rideva proprio e rideva anche di cuore, e continuò "...e pensa mamma, pensa: tu
davanti allo specchio che metti i bigodini in testa e non appena hai finito, loro si srotolano perché non hanno
voglia di stare sulla tua testa! Pensa che
rabbia avresti " e giù un'altra risata.
"Ti
piacerebbe ancora?" chiese la mamma alla piccolina?
"Beh,
insomma, non tanto", rispose Cristina.
La mamma
continuò: “Fino ad ora ti ho fatto esempi simpatici e divertenti, poco
importanti, pensa che tutto ciò potrebbe
diventare anche pericoloso.
Pensa, per
esempio, ad un
semaforo che anziché segnalare il verde da una parte ed il rosso dall'altra
decide improvvisamente, visto che è tutto concesso, di essere sempre verde per
tutti.
Vedi, non
sempre è bello e giusto poter fare tutto quello che vogliamo, potremmo fare del male ad altri e a noi stessi. Ma dobbiamo imparare che nella vita ci sono dei semafori, e
che per fortuna non sono sempre verdi. A
volte potrebbero essere rossi o gialli.
Anche Gesù fa così con noi e noi spesso lo accusiamo di non
amarci, di non prendersi cura di noi, ma non è così. Lui conosce la strada e
non sempre può farci trovare il semaforo verde, a volte è costretto a far
scattare il rosso per fermarci, ma possiamo essere certi che lo fa per il nostro bene, perché Lui conosce cosa è meglio per
noi.
Cristina cominciava
a capire e disse: "Allora mamma, non è che non vi interessa
che a me piace? E’ così? Voi pensate che
sia meglio dirmi di no perché mi conoscete e sapete
che non mi sarà utile?".
"Si Cristina, hai capito, non sempre quello che noi
desideriamo è buono averlo. Dobbiamo imparare a lasciarci guidare e soprattutto
ad accettare di trovare talvolta nella nostra vita dei semafori che non siano del colore che desideriamo".
"Ho
capito, va bene, anche se a me piace proprio tanto sai?"
In quel
momento entrò il padre, e Cristina non appena lo vide non gli diede neanche il
tempo di salutare che si voltò verso di lui, lo abbracciò e gli chiese con aria
maliziosa: "Babbo, vuoi che ti vada a prendere le pantofole e te le tenga
ferme, così forse
le potrai mettere ai piedi?” Poi guardò la mamma e scoppiarono entrambe in una fragorosa risata sotto lo
sguardo meravigliato del babbo.