Il mondo al rovescio

 

Marco aveva passato tutto il giorno, come sempre del resto, a lamentarsi di tutto.

Non gli stava mai bene niente, ma proprio niente.

Per lui che non amava usare i cappelli, l'inverno era troppo freddo; l'estate troppo caldo perché la mamma le impediva di uscire nelle prime ore del pomeriggio; l'autunno era triste perché cominciava la scuola e trovava persino da ridire sulla primavera. Quando qualcuno gli chiedeva perché, lui rispondeva semplicemente "Non mi piace…".

L'albero davanti casa gli impediva di andare tranquillamente in bicicletta, quindi era scomodo, e così via su tutto.

Un giorno disse al papà: "Le cose non vanno mai come dovrebbero andare, sarebbe meglio cambiare qualcosa, non mi piace, non mi piace nulla”.

Il padre, con molta calma e comprensione considerata l'età del ragazzo, gli spiegò che era impossibile che tutto il mondo andasse poi così male come lui diceva, visto che esso era stato fatto da Dio e  che, considerata la perfezione del Creatore, anche ciò che Egli aveva creato doveva per forza essere perfetto.

Gli parlo della meravigliosa e perfetta stabilità del mondo, della riproduzione, della nascita e così via, ma ad ogni sua affermazione il bambino rispondeva alzando le spalle.

Quella sera nel proprio letto, Marco disse fra sé: "Vorrei poter cambiare il mondo a modo mio, così tutto andrebbe sicuramente meglio…e papà forse capirebbe".  Si addormentò con questi pensieri e si ritrovò di colpo in un villaggio molto strano… le case, per esempio avevano il tetto di lato, anziché sopra, ma quando pioveva non entrava acqua, perché pioveva dalla terra, invece che dal cielo; le strade erano piene di libri secchi ed altri oggetti  caduti dagli alberi; dalle fontane usciva vino anziché acqua,  ecc. ecc. Ma cosa ancora più strana era  che andando tutto al rovescio, anche le persone, invece di invecchiare ritornavano giovani… Marco restò un po’ perplesso, si voltò a guardarsi intorno e figuratevi la sua  meraviglia quando vide  il padre ringiovanito tanto da  tornare bambino.

Il padre allora disse a Marco: "Ora sei contento?", ed egli gli rispose: "penso di si, tanto prima non andava bene niente….Anzi penso che andrò a farmi una passeggiata".

S'incamminò sul marciapiede, ma dovette subito scendere, perché una macchina per poco non lo investiva. Era estate inoltrata e, naturalmente in quel momento, dagli alberi cadevano le foglie secche che non erano vere e proprie foglie, perché gli alberi invece di fare frutti facevano, libri, penne, sveglie, e tante altre cose, tanto che un pesante libro, cresciuto più del normale, cadde proprio accanto a lui. Si avvicinò ad una fontana, ma al posto dell'acqua trovò il vino ma non lo bevve perché non gli piaceva, e alle nove di mattina era già buio. Aveva fatto appena 1 km e già quel 'mondo' cominciava a non piacergli più e lo trovava anche pericoloso, cominciava ad avere paura e non vedeva l'ora di tornare dalla sua mamma per farsi coccolare ed abbracciare. Tornò indietro di corsa, evitando i vari oggetti che continuavano a cadere dagli alberi e sperando che l'estate finisse in fretta e gli alberi rimanessero spogli presto.

Arrivò davanti casa, ma al posto della porta trovò la finestra e si domandò se fosse il caso di entrarci.

Si fece coraggio, entrò per correre fra le braccia della mamma, che trovò nella culla con un bel fiocchetto sulla testa, che piangeva e si disperava all'affannosa ricerca del ciuccio che aveva smarrito.

A quella vista Marco lanciò un urlo che lo svegliò. Si guardò  intorno e si accorse che nella sua camera tutto era normale, corse alla finestra per vedere il grande albero davanti casa e per fortuna c'era ed aveva anche foglie vere! E come ultima riprova uscì dalla sua camera e si affacciò senza svegliare nessuno nella camera dei genitori che, per fortuna erano adulti e non bambini.

Tirò un grande sospiro di sollievo e tornò sul suo letto felice che tutto fosse tornato alla normalità.

Sul suo letto ringraziò Dio per tutte le cose belle e meravigliose che aveva fatto,  riconoscendo che nessuno le avrebbe potute fare meglio  e promettendogli di non lagnarsi mai più nella sua vita.