Da un po’ non ho dato notizie, eravamo troppo impegnati. Dopo i 2 giorni d’insegnamento alla Scuola di JEM (Gioventù in Missione-Burkina) ed alcune visite nei villaggi, abbiamo accompagnato il gruppo per la prima parte del loro viaggio d’evangelizzazione dopo la fase teorica della scuola. E’ stato un tempo intenso, per 2 settimane, tanti chilometri di piste, da un villaggio all’altro, e tutte le sere (salvo 2) animazione e predicazione, ed abbiamo terminato fine gennaio con la rappresentazione del musical “L’Ami” (l’amico) nella città di Kaya. Questi giovani, provenienti da diverse nazioni, oltre il Burkina (Togo, Benin, Niger, Costa d’Avorio, e una ragazza svizzera), sono rimasti molto incoraggiati nel vedere un “vecchio” come Umberto così instancabile nel portare da un villaggio all’altro la Buona Novella della salvezza in Cristo. Nello stesso mese di gennaio, Dio ci ha concesso di potere aiutare con un tetto per la chiesa di Darkoa, e uno per quella di Kura, che aspettavano da tempo di essere coperte e minacciavano di crollare durante la stagione delle piogge. A Kura, avevano costruito con il fango, ma dopo 9 anni che aspettavano di potere mettere il tetto, il locale è crollato. Lo hanno ricostruito, e dopo 2 anni Umberto ha potuto aiutarli. La classe del giovedì continua con una media di 80-90 bambini ogni settimana. Alcuni genitori musulmani hanno reagito al fatto che i bambini portavano a casa dei bigliettini con dei versetti da memorizzare, ma questi sono comunque già memorizzati, e lo saranno molto probabilmente da altri membri della famiglia che, di nascosto, si interessano alla Parola di Dio. Lisa ha aspettato tanti mesi prima di fare entrare qualcosa di scritto nelle famiglie, ed ora le è sembrato il momento di farlo. Certamente Dio benedirà il seme gettato in questo modo. I 24 orfani sono ora 26. Ieri sera, di ritorno dalla chiesa, Betù ha trovato Setù, una delle orfane, sordomuta, in lacrime davanti alla porta. Aspettava lì dalla mattina: aveva fame. Betù le ha dato da mangiare ed è tornata un po’ di serenità. Oggi, lunedì 25 febbraio, siamo appena tornati da Ghilla, dove abbiamo fatto il culto ieri mattina e l’evangelizzazione la sera. Tutto il villaggio era presente, e quando c’è stato l’appello a dare la vita a Gesù, tutti si sono alzati in piedi. Il pastore ci ha raccontato così: 35 anni fa, nella provincia di Barsalogo, un ragazzino vestito solo da vecchie mutandine, è venuto ad ascoltare l’uomo bianco (Umberto) che suonava la fisarmonica e spiegava la Parola di Dio, e si è convertito. Oggi, eccolo qui, pastore nel villaggio di Ghilla da 18 anni. Hanno fatto il culto sotto una tettoia di paglia per tanti anni, poi hanno fabbricato il locale con il fango, e soltanto nel 2007 hanno avuto da Umberto il tetto di lamiere, e ieri un’altra generazione ha ascoltato la fisarmonica e la Parola di Dio, sempre dallo stesso uomo bianco!! Voglio raccontarvi i particolari della risurrezione del bambino di cui ho parlato nella lettera precedente: Etienne ed i suoi figli stavano evangelizzando a Luda. All’improvviso, una donna ha portato davanti a loro un bambino, gridando: è morto, è morto. Subito hanno pensato: abbiamo predicato che Gesù risuscita i morti, ora il nemico ci dice:”ecco il morto! Che cosa farete?” Quindi hanno pregato per il bambino: niente. Hanno pregato di nuovo, il bambino ha aperto gli occhi e si è messo seduto. Tutti sono rimasti sbalorditi, poi hanno glorificato Dio. I genitori hanno portato il bambino all’ambulatorio, ma l’infermiere ha detto che stava bene. Il 5 febbraio sono arrivati nostra figlia Lidia con il marito ed i 4 figli, sono stati con noi 16 giorni. Da 17 anni pregava ed aspettava il giorno benedetto in cui avrebbe fatto ritorno sulla sua terra e l’avrebbe fatta conoscere alla sua famiglia. Dio ha fatto un grande miracolo per rendere questo possibile. Per suo marito e per i figli, era il primo impatto con la realtà dell’Africa. E’ stato un tempo benedetto per tutti noi. Il nostro Dio ci stupisce sempre con le Sue bellissime sorprese! Termino ringraziandovi sempre tanto del vostro sostegno, chiedendo al Signore di rendere a ciascuno di voi benedizioni in abbondanza. Siete nelle nostre preghiere. Con affetto fraterno. Umberto e Lisa