…Elisa

 

Era una soleggiata  mattina di un normalissimo  lunedì  invernale, e come è risaputo il primo giorno della settimana è un po' scomodo a tutti perché  siamo costretti a riprendere il ritmo delle molteplici e stressanti attività che sospendiamo per i fine settimana.

Anche per Elisa era sempre stato un po' difficile affrontarlo, ma quel giorno   si sentiva particolarmente in forma e felice  ed afferrato il suo giaccone e lo zaino ancora aperto,   pur non essendo in ritardo, si avviò di corsa verso la porta d'ingresso,  nella complicata operazione di cercare di chiudere lo zaino, infilandosi contemporaneamente il giaccone.  Era suo desiderio arrivare presto davanti scuola per poter scambiare qualche parola con le sue amiche prima dell'inizio delle lezioni.   Alessandro, il suo piccolo e dispettoso fratellino,  la raggiunse correndo ed afferrò la manica del suo giaccone   tirandola, lo zaino di Elisa si rovesciò, e  con lui tutto il suo contenuto.  Libri, penne, e quaderni erano sparsi per il corridoio e Alessandro se la rideva di cuore!

Il  primo pensiero di Elisa fu quello di prendere il fratellino e suonargliele di santa ragione! La irritava il fatto che lui approfittasse del fatto di essere il più piccolo fra i due e  che per tale motivo,  godendo di tutti i privilegi che ne conseguivano, si divertisse così tanto a farle dispetti.

In un altro momento non avrebbe esitato neanche un momento a mettere in pratica il suo pensiero, ma quel giorno era diverso.

 Le venne in mente la giornata precedente e quello che la sua insegnante di scuola domenicale aveva detto durante la lezione: “Il nostro nemico ci tenta ogni giorno ed in ogni modo!  Ma nella Bibbia c'è scritto come possiamo vincere.   Nel   Nuovo testamento,  in  1Corinzi 10:13  è scritto:  Nessuna tentazione vi ha colti, che non sia stata umana; però Dio è fedele e non permetterà che siate tentati oltre le vostre forze; ma con la tentazione vi darà anche la via d'uscirne, affinché la possiate sopportare'.   Ogni volta che il nemico vi tenta per farvi litigare, per farvi rispondere male o qualsiasi altra cosa  che il vostro cuore vi fa capire che non piace a Gesù, ricordatevi di questo passo…"

Meditando su  questi pensieri,  Elisa si chinò, raccolse le sue cose e persino riuscì a lanciare un mezzo  sorriso al dispettoso fratellino.  Lui, che era preparato a ben altra reazione e quindi pronto  a scappare fra le braccia protettive della mamma, sembrava titubante e si domandava se Elisa stesse poco bene.   Pensava "Mica può essere diventata buona in una notte sola!"

Elisa uscì di casa.

Fuori la porta fece un lungo respiro e sorrise di nuovo, si sentiva felice  e pensava "Questa volta   HO VINTO IO …HA VINTO IL SIGNORE! …".

Più tardi a scuola si trovò di nuovo di   fronte ad una tentazione o almeno a qualcosa che a lei sembrava tale.

C'era un suo compagno di scuola , Roberto, che, siccome provava tanta simpatia non ricambiata per lei, cercava  sempre di farla arrabbiare in tanti modi: smorfie, parole, atteggiamenti.   Elisa, che di solito non si lasciava mai scappare un'occasione di litigio, quel giorno faceva di tutto per  non prendere in considerazione né lui né i suoi modi. Ma più passavano le ore, meno sembrava facile resistere alla tentazione di alzare la voce,.

Al un certo punto lui, approfittando dell'ora di ricreazione e del fatto che la maestra fosse rimasta in classe a finire di correggere alcuni compiti, le si avvicinò e dopo averle sciolto la treccia, le fece uno "sgambetto",  facendola cadere e provocando una risata generale.

Elisa era a dir poco furiosa, stando per terra pensava "Adesso mi alzo e lo prendo per i capelli e lo faccio a pezzi… che figura mi ha fatto fare.   Basta, questo è troppo, io non ce la faccio più'!"

Immediatamente, cominciarono a risuonare nella sua mente  le parole "Nessuna   tentazione, NESSUNA, NESSUNA …. vi coglierà che non sia umana”, o  superiore a quello che voi potete fare, “perché Dio vi darà la forza necessaria per resistere…"  Le veniva da piangere e invece di fare quello che il suo istinto le suggeriva chiuse gli occhi e continuò a ripetersi quelle parole, poi dal suo cuore uscì una preghiera a Gesù, la sua richiesta di aiuto…"Gesù dammi la forza!"

Il suo nemico sapeva bene quale era la sua debolezza…. Ma Gesù era più forte e lei aveva chiesto aiuto al più forte.

Nel frattempo, non vedendo la reazione di Elisa, e non vedendola rialzarsi, ma anzi stare li seduta con gli occhi chiusi,  avevano tutti smesso di ridere, e   Paola la sua compagna di banco era corsa a chiamare l'insegnante che era accorsa.  "Allora che succede qui? Qualcuno si è fatto male?" chiese.

Elisa alzandosi rispose alla maestra "Niente, non mi sono fatta niente".

Tranquillizzata la situazione si avvicinò a Roberto e gli disse "Non ti sei comportato bene, per niente … Io non mi arrabbio perché ho Gesù nel mio cuore, ma sai che se lo fai a qualcun 'altro potrebbe anche arrabbiarsi?... Comunque ognuno di  noi ha le sue debolezze…e questo è il tuo punto debole, non riesci ad essere serio… Però ti do un consiglio, prega Gesù e Lui ti cambierà.!  CIAO"    Poi si girò e se ne andò.

Anche Roberto, proprio come Alessandro restò di stucco tanto da non riuscire a  farle nessun altro dispetto per tutte le ore successive (ho detto le ore, non i giorni, perché lui non aveva chiesto l'aiuto a Gesù!),.

Anche in quell'occasione Gesù aveva vinto e lei si sentiva soddisfatta ancora più della mattina!

 

Il giorno dopo, Elisa decise di prendere un'altra strada  un po' più corta per tornare a casa dopo la scuola. Aveva tanta fame, salutò tutte le sue amiche e corse via.  Ad un tratto vide una  donna  che camminava davanti a lei con delle buste della spesa  fra le mani , ed il cappotto fra le braccia, mentre frugava nella borsetta alla ricerca di qualche cosa. Camminava molto lentamente. Tanto era occupata nella ricerca di  quel "qualcosa" che non si accorse dei 10 Euro che le caddero dalla tasca del cappotto.    Elisa raccolse subito i soldi pensando a quante cose avrebbe potuto comprare con quei soldi,  ma contemporaneamente le venne anche in mente che sarebbe stato sbagliato tenerli  così, senza difficoltà, raggiunse la donna e le  consegnò il denaro che aveva smarrito.

Questa non era stata una prova difficile, pensava, non le era pesato agire nel modo giusto, Il giorno precedente a scuola aveva dovuto metterci più impegno e  pregare per non reagire,  ma era pur sempre una prova!  E lei aveva vinto di nuovo e il nemico aveva di nuovo perso.

Tornata a casa prese un quaderno  lo divise in due e cominciò a scrivere da un lato tutte le volte che fino ad allora aveva vinto. D'all'altro avrebbe scritto le volte che avrebbe sbagliato.

Certo sapeva che anche dall'altro lato del foglio avrebbe segnato delle sconfitte,  però sapeva che più avrebbe pregato  e più le sue vittorie sarebbero state di gran lunga maggiori delle sconfitte.

Elisa era felice, sapeva di avere un punto in più rispetto ad altri suoi coetanei:   GESÙ'  "...Ma che dico, pensò, non un punto, centomila milioni di  punti!"

FINE

Titty