Quale amore?
Nella
nostra lingua non facciamo distinzione e la parola 'amore' è
spesso usata per manifestare diversi tipi di sentimenti. Diciamo con la
stessa facilità che amiamo mangiare il gelato, come diciamo
che amiamo Dio, o i nostri figli, o il nostro lavoro, anche se poi in realtà
sappiamo e proviamo per ogni cosa un sentimento diverso. Di certo non amiamo un
gelato come amiamo i nostri figli!
In greco, invece questa parola si traduce in 5 diversi modi, di
cui solo tre usati nella Bibbia.
E'
necessario conoscere questo perché riusciamo così a capire meglio cosa
veramente desidera Dio da noi.
Il
termine più importante e profondo della parola amore è tradotto con 'agape' e con questo termine si intende l'Amore, quello con
Agape
è il sentimento di amore profondo, di mente e di
cuore, è un sentimento di amore senza secondi fini, un amore che non si aspetta
nulla dall'altro e ne è la forma 'perfetta'.
L'altro
termine, importante, ma agisce su un'altra sfera è 'phileo'.
Con questo termine si intende il sentimento di legame
di qualcuno verso qualcun'altro e che comunque
aspetta un ritorno, qualcosa in cambio.
Terzo
termine, 'thelo', che esprime
il desiderio di fare una cosa, il desiderio di mettersi in mostra.
Questo
termine è usato per esempio da Gesù quando dice: “Guardatevi dagli scribi, che amano
passeggiare in lunghe vesti, ed essere salutati nelle piazze” (vedi Marco
12:38).
E'
importante sapere che ogni volta che Dio esprime il Suo sentimento per l'uomo, parla di 'agape' ed
è questa espressione che usa quando dice che dobbiamo amarlo con tutto il cuore
e quando dice che dobbiamo amare il prossimo. Egli usa sempre la parola
'agape'.
E'
interessante anche sapere che quando si parla dell'amore che l'uomo deve avere
verso la moglie si usa il termine 'agape', mentre alla donna si chiede di avere
'phileo' verso il marito ed i figli (vedi Tito 2:4)
Quando
per tre volte Gesù chiede a Pietro 'mi ami tu', le prime due volte usa il termine 'agape', cioè gli chiede “mi ami tu con tutto il tuo cuore, la tua
mente, senza aspettarti nulla', mi ami del 'mio amore', 'mi ami profondamente?”, e Pietro per due volte gli
risponde “Si Gesù lo sai che ti voglio molto bene”(phileo), cioè gli rsponde: 'io
riesco solo a volerti bene...'.
Ho
provato a pensare ad una situazione simile nella nostra vita quotidiana e ed ho
immaginato una persona che si rivolge al proprio coniuge con tutto l'amore
possibile chiedendo: 'mi ami?' e si sente rispondere
con un semplice 'si, ti voglio bene, provo un grande affetto per te!' In fondo
chi risponde così, se rispondesse in Graco,
risponderebbe giustamente, perché nella nostra richiesta c'è inclusa una
richiesta di contraccambio, noi amiamo e vogliamo essere amati a nostra volta
quindi il nostro amore è 'phileo' non 'agape'.
Per Gesù non è così.
Gesù non chiede a Pietro di amarlo (agape) perché
aveva bisogno del suo amore. Gesù ci ama sapendo che
dagli uomini peccatori non può avere un contraccambio. Ogni cosa che Dio fa la
fa per noi e voleva dare a Pietro degli insegnamenti, lo voleva responsabilizzare, voleva farlo passare ad un livello
superiore. Egli che conosce il nostro cuore sapeva e
conosceva il sentimento di Pietro e voleva che comprendesse anche lui la
differenza.
La
terza volta, quando Pietro si rattrista è perché Gesù
gli chiede "Pietro mi vuoi bene, provi affetto per me?" ed usa il
termine 'phileo'.
Lui che aveva detto a Gesù: «Signore, perché
non posso seguirti ora? Darò la mia vita per te!»
(Giovanni 13:38), si sente chiedere "Provi affetto per me, dopo averlo
sentito dire 'mi ami'. Che
lezione gli ha dato Gesù, vero? 'Tu
dici che avresti dato la tua vita per me, poi mi rinneghi tre volte, poi ti
chiedo per due volte se mi ami e mi risponde che mi vuoi bene',
cioè non sei capace ad elevarti in un rapporto diverso. Ma
grazie a Dio Egli ci 'agape'!
L'Apostolo
Pietro, in
seguito, sottomesso all'azione dello Spirito di Dio, capirà la differenza e
scriverà nella sua lettera, usando il termine 'agape': 'Soprattutto, abbiate
amore intenso gli uni per gli altri, perché l'amore copre una gran quantità di peccati'. (vedi 1Pietro 4:8).
T.O.